IMPRONTE DIGITALI OTTICHE

Uno dei momenti più stressanti che un paziente può vivere da un dentista è il momento della presa delle impronte delle arcate dentali.

Alcune persone provano una vera e propria intolleranza a questa manovra tanto da farle desistere a trattamenti essenziali per la salute della propria bocca.  Per fortuna, quello che fino a qualche anno fa era considerato il futuro è oggi il presente dell’odontoiatria. Prendere una impronta dell’arcata dentale con uno scanner ottico, evitando lo sgradevole senso di nausea e mancanza di respiro provocato dall’utilizzo della ingombrante pasta da impronta, è diventato un processo di routine all’interno del nostro studio.

Con la telecamera possiamo prendere impronte per studiare il caso e/o per progettare protesi sia su denti naturali che su impianti.

PIU’ VELOCE

Uno dei più grandi vantaggi dell’impronta digitale è che i tempi si sono più che dimezzati rispetto al passato: se per prendere un impronta con la pasta è necessario attendere dai 4 ai 5 minuti per arcata in attesa che la pasta si solidifichi,  con l’impronta digitale bastano solo 2-3 minuti totali per ottenere una immagine dettagliata dell’intera bocca.

Uno degli aspetti più interessanti di questa tecnica è che la presa dell’impronta può essere interrotta in qualsiasi momento per cui il dentista può mettere in pausa il sistema e riprendere la scansione non appena il paziente è di nuovo pronto.

PIU’ PRECISIONE

Un altro vantaggio è che il dentista può immediatamente controllare la qualità dell’impronta, eventualmente riprendendo qualche particolare della bocca non perfettamente visibile, evitando il rischio di mandare, come succedeva con l’impronta tradizionale in gomma,  l’impronta al laboratorio ed essere avvisato  il giorno dopo che l’impronta non era perfetta e andava ripresa di nuovo. Secondo studi clinici universitari almeno 89% delle impronte tradizionali ha almeno 1 errore contrariamente alle impronte ottenute con le telecamere digitali perché la loro capacità di acquisizione delle immagini è elevatissima superiore a quella dell’occhio umano.